martedì 15 maggio 2012

Le conseguenze della crisi greca in Italia



La Grecia è nel caos. E se dovesse lasciare l’euro? Ci potrebbero essere gravi ripercussioni anche in Italia. A poco più di una settimana dalle elezioni elleniche, continua a regnare l’incertezza. Il Paese è ancora alla ricerca di un leader e di un governo di unità nazionale. Si fanno sempre più insistenti le voci di una possibile uscita di Atene dalla moneta unica, nonostante l’Eurogruppo tenti la strada della crescita. Ipotizzare gli scenari economici che il ritorno alla dracma potrebbe aprire negli Stati vicini e, quindi, anche in Italia, non è affar semplice.

L’ipotesi più probabile, fallita la girandola di incontri per formare un governo di identità nazionale, sembra il ritorno alle urne a giugno. I riflettori restano puntati sul suo futuro politico perché una dipartita ellenica da Eurolandia porterebbe, inevitabilmente, ad una fase di grande incertezza. Gli altri membri si allacciano le cinture di sicurezza: il ritorno alla dracma “non sarà indolore né per la Grecia né per la Ue”, sono state le parole di Per Jansson, numero due della banca di Svezia. Un’eventualità che potrebbe costare all’Italia “100 miliardi in un anno”, come ha prospettato il presidente del Fondo salva-Stati, Klaus Regling.

Se Atene dovesse davvero dire addio alla moneta unica, dovrebbe formalizzare a Bruxelles la scelta, magaria mercati chiusi. La Banca di Grecia convertirà i depositi, crediti e debiti in dracme. Il problema, tra i tanti, sarebbe il tasso di cambio, quello con cui Atene è entrata nell’euro, nel 2002: 340,75 dracme per un euro. Ma gli analisti prevedono che alla riapertura dei listini, la nuova moneta ellenica si svaluterà del 40-70 per cento. Facile ipotizzare che i risparmiatori, terrorizzati, potrebbero fiondarsi a prelevare il denaro dai depositi bancari creando una crisi di liquidità spaventosa. E il Pil greco rischierebbe di crollare del 20 per cento, stando ai calcoli di alcune proiezioni del Tesoro. Ovviamente senza più poter contare sui 130 miliardi di aiuti promessi con il memorandum della Trojka.


martedì 24 maggio 2011

Mettiti in proprio (a rischio zero)

In che modo? Basta transformare la Rete nella tua sede di lavoro. Cosi azzeri le spese e dai via libera alla creatività. Come hanno fatto loro...
     
di Francesca Milano 
Nome in codice: wwworkers.
Tradotto: quelli che hanno sfruttato la Rete per inventarsi un lavoro o un nuovo mercato. Sul web c'è spazio per tutti, ma i settori più richiesti sono due: i servizi di consulenza (come wedding planner o personal shopper ) e la vendita online di prodotti tipici legati al territorio.

A oggi le professioni censite sono 212, ma ogni giorno qualcuno scopre nuovi modi per trasferire il proprio business online. Il 60% dei wwworkers sono donne. E lavorano tanto: 12 ore al giorno di media. C'è chi lo fa da casa, chi ha un ufficio o un laboratorio. Alla città preferiscono la provincia, dove la qualità della vita è alta, mentre il costo è basso. Investimento di partenza? Dipende dall'attività, ma in genere equivale al costo di un buon sito Internet e di una discreta attrezzatura. Si arriva a guadagnare dai 1.200 ai 3mila euro al mese. Sì, ma in quanto tempo? <<Servono dai 3 ai 5 anni perché l'impresa vada a regime>>, dice Giampaolo Colletti, autore di wwworkers. I nuovi lavoratori della rete (Gruppo 24 ore, 18 euro). <<All'inizio si guadagna poco, ma non bisogna farsi scoraggiare>>.

domenica 15 maggio 2011

Stress mentale: un lavoro precario è peggio della disoccupazione

La precarietà è uno dei mali del nostro secolo, ed anche se è un tema che riguarda il mondo del lavoro e la sfera sociale, come spesso accade in questi casi può arrivare ad incidere anche sulla salute mentale dei lavoratori. Un recente sondaggio effettuato in Australia, i cui risultati sono sicuramente paragonabili alla situazione italiana ed in generale Occidentale, ha una volta per tutte smentito l’assioma per cui è meglio un lavoro precario che nessun lavoro, almeno dal punto di vista della serenità. L’Università di Camberra ha sottoposto il sondaggio a 7.000 australiani, assegnando punteggi in base alla loro attività lavorativa (assunto a tempo indeterminato o precario o disoccupato, soddisfazione sulla paga, rapporto quantità di ore lavorative/stipendio, ecc.), ed ha valutato la salute psicologica dei volontari. Alla fine dei conti i ricercatori si sono così accorti che un lavoratore che passa dallo stato di disoccupato a quello di assunto a tempo pieno, guadagna 3 punti di salute mentale; al contrario uno che è disoccupato e passa ad un lavoro precario o sottopagato perde 5,6 punti, segno che se dal punto di vista del portafoglio la situazione migliora, da quello psicologico è un disastro. Lo studio serve per indicare la via nelle politiche lavorative che il Governo intraprenderà in futuro, ed in queste non si può far finta di nulla quando si parla di salute mentale della popolazione.

Stress da lavoro: l' UE impone attenzione

Quasi un terzo degli occupati in Italia, secondo l'Inail, si trova nella morsa dello stress da lavoro, ben oltre la media osservata in Europa (22%). Secondo un articolo comparso sul quotidiano la Stampa, basato su una ricerca condotta dall'Agenzia Europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, ridurre lo stress dell'ambiente lavorativo migliora la salute dei dipendenti ed estende i benefici economici e sociali ai datori di lavoro, in termini di soppressione di costi associati all'assenteismo.
La promozione della salute sul lavoro diventa quindi il nuovo imperativo per coordinatori e dirigenti. L'ente europeo sottolinea l'importanza della formazione e dei programmi per i datori di lavoro, soprattutto di quei corsi volti a sensibilizzarli sui segnali di stress che potrebbe affliggere il personale.
Limitando i fattori di stress, collaboratori e impiegati riuscirebbero a gestire al meglio le proprie mansioni, con effetti positivi sulla motivazione e sulla produttività. In più, il rendimento economico e il risparmio a lungo termine non riguarderebbe soltanto le aziende impegnate nella lotta contro lo stress, ma anche il sistema della sanità e, indirettamente, lo Stato.
L'Europa obbliga a misurare lo stress, dal 1/1/2011 infatti bisognerà valutare i rischi di stress da lavoro, come ribadito nella circolare del 18 novembre scorso, diffusa dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali, non solo è un obbligo del datore di lavoro, ma è anche un'attività che condiziona qualsiasi intervento di tipo organizzativo e gestionale in azienda che deve comprendere 'tutti i rischi' per la salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori, compresi quelli 'immateriali' come lo stress lavoro-correlato.
Chi non garantirà ai dipendenti un ambiente lavorativo il più possibile esente da situazioni stressanti continuate e rischiose per la salute sarà punibile dal codice penale.

Salute: caffe' doping' mentale in momenti stress

Alla prossima riunione di lavoro, occhio a cosa stanno bevendo i vostri colleghi. Secondo uno studio studio della Bristol University (GB), infatti, bere caffè migliora la prontezza della mente femminile nelle situazioni stressanti. Un 'doping mentale' che pero', per l'altra metà del cielo, ha l'effetto opposto: manda infatti letteralmente in crisi gli uomini. Insomma, sorbire un cappuccino o mandar giù un espresso migliora la performance femminile nei momenti delicati. Ma le stesse bevande alterano la memoria maschile e rallentano il processo decisionale. Una ricerca che, notano gli studiosi britannici, puo' avere riflessi importanti. "Molti meeting, inclusi quelli in cui vengono prese decisioni militari o o politiche, sono probabilmente a dominanza maschile - spiega la psicologa Lindsay St. Clare - Dal momento che la caffeina è la sostanza stupefacente più consumata al mondo, le implicazioni globali" della ricerca sono enormi. I ricercatori volevano capire cosa fa il caffè al corpo quando questo è sotto stress, come ad esempio durante una riunione molto delicata. Così sono stati 'arruolati' 64 uomini e donne, divisi in coppie dello stesso sesso. Ognuna doveva completare una serie di compiti, inclusi negoziati, puzzle, sfide di memoria. A uno dei componenti delle coppie è stato dato caffè decaffeinato, mentre l'altro beveva una tazza con una ricca dose di caffeina. Così si è visto che la performance maschile nei test di memoria era notevolmente alterata dal caffè 'vero', e anche il tempo impiegato per completare i puzzle si allungava (in media di 20 secondi) rispetto a quello dei 'colleghi' armati di decaffeinato. Per le donne, invece, la tazzina si è rivelata un potente alleato, come si legge sul 'Journal of applied Social Psychology'. Le volontarie, in particolare, hanno finito il puzzle ben 100 secondi prima con l'aiuto della caffeina.

domenica 9 gennaio 2011

Ufficio Relazioni con il Pubblico - Modica

Nomadica e il clandestino insieme per l' avvio del progetto “I VOLTI DEL PRIMO MARZO – Voci da un’altra Italia ”

Marota&Cafiero

Un lunedì di marzo, tiepido perché riscaldato da un raggiante solo siciliano: uomini, donne, bambini, studenti, lavoratori, corpi che si muovono tra le strade dell’isola, da Siracusa a Catania.
E’ una manifestazione…è il primo marzo dei migranti che vivono e lavorano in Italia.
Lo sciopero, il grido di protesta e di aiuto, le storie, la quotidianità, raccontati nell’arco di ventiquattro ore, dalle prime luci dell’alba alla notte.
Una giornata che i lavoratori migranti hanno deciso di prendersi, dopo aver subito molteplici imposizioni.
Francesco Di Martino, Giuseppe Portuesi, Giorgio Ruta, Massimiliano Perna e Rosario Cauchi descrivono, tra le pagine di questo lavoro, fatto di parole ed immagini, una giornata dedicata all’altra Italia: quella che non occupa gli spazi televisivi, quella che si muove con discrezione, quella che accetta “i lavori che gli italiani non vogliono più fare”, quella che si sveglia di notte per 20 o trenta euro.
Una manifestazione illustrata andando anche oltre le strade che ha attraversato, con approfondimenti generati dalla cronaca e dalle inchieste che interessano o hanno interessato, direttamente e indirettamente, i migranti che continuano a scegliere la Sicilia per rifarsi un’esistenza, per avere un lavoro, per conquistare uno stipendio.
Il tentativo di ricostruire una dimensione, troppo spesso occultata da una penombra talmente opprimente da imporre il silenzi anche a chi decida di dire basta e di richiedere gli stessi diritti riconosciuti agli altri italiani.
Il testo, insieme al progetto che ne sta alla base e che voi stessi potete sostenere diventandone co-produttori, contiene la cronaca, narrata e fotografata, di quel primo marzo del 2010 e di tante altre storie d’immigrazione…..
L’altra Italia, quella che non viene raccontata ma che esiste e chiede dignità.

Non arrivano navi, Gioia Tauro chiude

(ANSA) - GIOIA TAURO, 8 GEN - Medcenter, l'azienda che gestisce il porto di Gioia Tauro, ha deciso di chiudere dalle 19 lo scalo per 30 ore a causa della mancanza di navi in arrivo. E di collocare i 1.200 dipendenti in cassa integrazione per lo stesso periodo. E' la prima volta che succede da quando, nel 1995, il porto container piu' grande del Mediterraneo, ha avviato l'attivita'. Il porto ha chiuso il 2010 registrando volumi di traffico leggermente inferiori a quelli del 2009.

mercoledì 29 dicembre 2010

Gruppo di lavoro

Il lavoro è un'attività produttiva che implica il dispendio di energie fisiche o intellettuali per raggiungere uno scopo preciso: procurarsi col proprio lavoro beni essenziali o beni superflui, o direttamente o indirettamente attraverso un valore monetario riconosciuto acquisito da terzi quale compenso. Nel mondo moderno l'attività lavorativa viene esplicata con l'esercizio di un mestiere o di una professione ha come scopo la soddisfazione dei bisogni individuali e collettivi. Sul piano giuridico si distingue il lavoro subordinato da quello autonomo e parasubordinato con caratteristiche intermedie tra i primi due.
          
Il lavoro in ambito economico e sociale
Lavorare significa occupare il tempo nel fare qualcosa di produttivo, traendone un vantaggio generalmente economico. Infatti con il termine occupato si definisce lo status del lavoratore, e con il suo opposto, disoccupato, si definisce lo status di chi non ha un lavoro come soggetto in cerca di una prima occupazione.
Il lavoratore dipendente ha generalmente una controparte, con la quale instaura un rapporto di lavoro.


La classifica stilata da Great Place to Work Institute Italia include diversi nomi del settore tecnologico, due posizionati sul podio

C’è anche un po’ di ICT nella classifica dei 35 migliori ambienti di lavoro in Italia stilata da Great Place to Work Institute Italia e presentata da Il Sole 24 Ore. E due aziende del settore sono addirittura sul podio. Si tratta delle filiali italiane di Cisco Systems e di Microsoft rispettivamente al secondo e terzo posto dietro al produttore di cappe Elica che guida questa speciale graduatoria.Altri nomi del nostro settore in classifica sono il fornitore di strumenti di sviluppo e testing National Instruments Italy (tredicesimo), SAS (ventisettesima), specialista della Business Intelligence, ed everis Italia (trentacinquesima), fornitrice di servizi di consulenza IT per le aziende. 

La classifica fornisce anche alcuni dati sul numero di dipendenti delle società prese in esame. Del gruppo di operatori ICT presenti nella top 35 il numero maggiore è di Microsoft Italia che ha dichiarato, al momento di fornire le informazioni a Great Place to Work Institute Italia, 830 dipendenti seguita da Cisco con 496 dipendenti. SAS ha invece 342 dipendenti mentre everis Italia 215. National Instruments Italy è infine a quota 70.

In generale la graduatoria dei migliori ambienti di lavoro in Italia vede rappresentati diversi settori industriali che vanno dal manifatturiero alla farmaceutica, dal turismo ai trasporti, dalle costruzioni alla GDO (Grande Distribuzione Organizzata). La classifica è realizzata attraverso una indagine svolta presso i dipendenti di ogni organizzazione candidata relativamente al livello di fiducia e alla qualità delle relazioni che ci sono tra loro e il proprio management.

Nelle prossime pagine trovate la classifica completa così come pubblicata da Great Place to Work Institute Italia, con i dettagli su ciascun classificato.

I migliori ambienti di lavoro in Italia 2011(Fonte: Great Place to Work Institute Italia)

  • Elica
  • 1513 dipendenti
  • www.elica.com
  • Settore: Industria manifatturiera – Mobili
  • Proprietà: Quotata in borsa 
  • Cisco Systems Italy
  • 496 dipendenti
  • www.cisco.com
  • Settore: Telecomunicazioni
  • Proprietà: Di proprietà privata 
  • Microsoft Italia
  • 830 dipendenti
  • www.microsoft.it
  • Settore: ICT – Software
  • Proprietà: Quotata in borsa 
  • W.L. GORE & Associati
  • 86 dipendenti
  • www.gore.com
  • Settore: Industria manifatturiera – Tessile e prodotti per il tessile
  • Proprietà: Di proprietà privata 
  • Nissan Italia
  • 200 dipendenti
  • www.nissan.it
  • Settore: Industria manifatturiera – Distribuzione carburanti
  • Proprietà: Di proprietà privata 
  • Mars Italia
  • 246 dipendenti
  • www.mars.it
  • Settore: Industria manifatturiera – Prodotti alimentari
  • Proprietà: Di proprietà privata 
  • Novo Nordisk Farmaceutici
  • 332 dipendenti
  • www.novonordisk.it
  • Settore: Biotecnologia e Farmaceutica – Farmaceutica
  • Proprietà: Quotata in borsa 
  • Tetra Pak
  • 824 dipendenti
  • www.tetrapak.com
  • Settore: Industria manifatturiera – Macchine e apparecchiature
  • Proprietà: Di proprietà privata 
  • PepsiCo Italia
  • 268 dipendenti
  • www.pepsi.it
  • Settore: Industria manifatturiera – Prodotti alimentari
  • Proprietà: Quotata in borsa 
  • Medtronic Italia
  • 557 dipendenti
  • www.medtronic.it
  • Settore: Medicale – Distributori farmaceutici
  • Proprietà: Quotata in borsa 
  • ConTe.it
  • 229 dipendenti
  • www.conte.it
  • Settore: Servizi finanziari e assicurativi – Assicurazione auto
  • Proprietà: Di proprietà privata 
  • FedEx Express
  • 939 dipendenti
  • www.fedex.com
  • Settore: Trasporti – Trasporti aerei commerciali
  • Proprietà: Quotata in borsa 
  • National Instruments Italy
  • 70 dipendenti
  • www.ni.com/Italy
  • Settore: ICT – Hardware
  • Proprietà: Quotata in borsa 
  • Unieuro
  • 3053 dipendenti
  • www.unieuro.it
  • Settore: Grande distribuzione – Elettronica e computer
  • Proprietà: Di proprietà privata 
  • RE/MAX Italia
  • 1500 dipendenti
  • www.remax.it
  • Settore: Costruzioni e Proprietà immobiliari – Proprietà immobiliari
  • Proprietà: Di proprietà privata 
  • HILTI ITALIA
  • 1174 dipendenti
  • www.hilti.it
  • Settore: Industria manifatturiera – Costruzioni
  • Proprietà: Di proprietà privata 
  • Gruppo Quintiles
  • 773 dipendenti
  • www.quintiles.com
  • Settore: Medicale – Servizi sanitari
  • Proprietà: Di proprietà privata 
  • Shire Italia
  • 73dipendenti
  • www.shireitalia.it
  • Settore: Biotecnologia e Farmaceutica – Farmaceutica
  • Proprietà: Quotata in borsa 
  • 1S.C. Johnson Italy
  • 179 dipendenti
  • www.scjohnson.it
  • Settore: Industria manifatturiera – Prodotti personali e per la casa
  • Proprietà: Di proprietà privata 
  • Kraft Foods
  • 1500 dipendenti
  • www.kraftfoods.it
  • Settore: Industria manifatturiera – Prodotti alimentari
  • Proprietà: Quotata in borsa

Imola, giornata nera sul lavoro un ustionato grave e due feriti

   
Bologna, 29 dicembre 2010 - Un operaio marocchino di 48 anni è rimasto ferito sul posto di lavoro questa mattina verso le 7;30 a Imola, in provincia di Bologna. L'incidente è avvenuto all'interno della ditta Green, di via Terracini.

In base a una prima ricostruzione dei carabinieri l'uomo voleva ravvivare un fuoco che aveva acceso in un bidone e per farlo ha usato del diluente che ha causato un ritorno di fiamma che lo ha investito in pieno causandogli ustioni sull'80% del corpo.

L'uomo e' dipendente della Intercantieri di Sala Consilina (Salerno), citta' dove risiede, alla quale sono stati affidati lavori di movimentazione merci. A confermarlo e' l' amministratore della Res Omnia srl, Vincenzo Bassi, che fa parte di un gruppo di alcune aziende controllate dalla stessa proprieta'.

Dopo un primo ricovero all'ospedale di Imola l'uomo è stato trasferito al Centro Grandi ustionati dell'ospedale Bufalini di Cesena. Le sue condizioni sono stabili.

Nel pomeriggio sul territorio imolese si e' registrato un altro episodio con conseguenze che al momento, per fortuna, sembrano meno gravi. L'incidente e' avvenuto intorno alle 17,30 all'interno di un'azienda agricola in via Gratusa.

Il proprietario si trovava al piano superiore di un fienile per sistemare alcune ballette di fieno, da vendere ad un cliente che aspettava sotto di lui. In base ai primi accertamenti l'uomo ha perso l'equilibrio ed e' caduto, trascinando con se' il carico che stava sollevando, sul cliente: i due uomini, di 72 e 73 anni, si sono procurati alcuni traumi che hanno reso necessario il trasporto di entrambi al pronto soccorso di Imola.

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